Che mi hai portato a fare qui, a Pavia, nel giorno di San Valentino?

Capitelli, capitelli… i capitelli!

Lo so, forse dovrei scrivere delle antiche vie di comunicazione che s’intersecavano qui a Pavia. Forse dovrei raccontare di quel re longobardo che, per motivi squisitamente politici, acquistò la salma di un Santo… O di quel giovine, divenuto presto soldato, che qui visse gli anni della sua adolescenza, prima di diventar Vescovo in Oltralpe. O ancora di quel monaco, proveniente da terre lontane che, fuggitivo, qui trovò rifugio…

Troppe storie antiche, antichissime, che qui trovano epilogo o importante capitolo della loro intricata trama. Storie iniziate quando c’era ancora un Impero, uno di quegli imperi che lasciano splendide e pesanti  eredità.

Sì, racconterei tutto questo, se la mia vista non fosse stata rapita dai capitelli. Da quelle figure scolpite nella pietra, affioranti tentacoli che catturano il pensiero. Li vedi, lo sai, non li capisci. Sono passati troppi secoli e la loro simbologia ti sfugge arcana. Ma sai che lì si cela un racconto; un racconto scritto per gente che non era in grado di leggere un alfabeto, ma che veniva colpita dalle raffigurazioni. E il capitello ai lati del portale qui si allunga, si distribuisce sulle colonne, arriva a percorrere le facciate delle chiese, divenendo un bassorilievo narrante…

Ecco, dovrei raccontarvi di Pavia, di questo crocevia di storie e di strade, ma sono stato rapito in un giorno pieno di sole. Troppe cose da vedere, da conoscere, un viaggio lungo parecchi secoli racchiuso in una cittadina sorta sulle rive di un fiume.

Devo tornare, non basta una giornata, è un tesoro che devo condividere.

 Una vespa parcheggiata davanti all’Abbazia di San Lanfranco mi dà un’idea: sulla fiancata c’è un vistoso richiamo romantico: “Vacanze Pavesi”. La mente corre subito a Gregory Peck e Audrey Hepburn in una Roma spensierata, oramai scomparsa. Aspetterò il tepore primaverile, E regalerò un week-end romantico alla mia dolce metà, dopotutto oggi è San Valentino.

Ma devo far presto, tra i tanti cammini che s’incrociano a Pavia: Via Francigena, Cammino di San Colombano, San Martino di Tours… giunge qui anche quello di Sant’Agostino, le cui frecce gialle passano proprio sotto casa mia, in Brianza. Da camminatrice quale è, non le venga l’idea di una pellegrinaggio a piedi fin qui!

Prenoto, prenoto subito. Com’è quel sito? www.croceviadeuropa.eu? Ecco: accoglienza, visite guidate, c’è pure l’App. Sono a posto.