Passi solitari sulla Magna Via Francigena

Vincenzo Rizza, classe 1991. Siracusano.

Ha passato le ultime due estati ad esplorare a piedi la sua isola natia, prima creando una collana di passi costieri tra Messina e Palermo, successivamente ripartendo dal punto di arrivo precedente alla volta di Agrigento, lungo la neonata Magna Via Francigena ed i suoi centottanta chilometri.

Per questo secondo viaggio ha seguito l’itinerario tracciato dall’associazione Cammini Francigeni di Sicilia, che si sta impegnando per dare nuova vita ad antiche vie di pellegrinaggio, che, raggiunta Messina, si lasciavano alle spalle Scilla e Cariddi per ricongiungersi con le strade per Roma e Santiago de Campostela, oppure Gerusalemme

In entrambi i suoi viaggi ha scelto come unica compagna una videocamera e i tanti asinelli incontrati ai lati delle strade.

L’idea di partire a piedi, da solo, nasce da lontano, dopo anni passati a sviscerare quella sensazione di lieve ma perpetua insoddisfazione che pervadeva pure i piccoli successi della vita, per vincere le paure e abbracciare finalmente l’elettrica sensazione dell’ignoto, e ritrovarsi a proprio agio come fosse la cosa più naturale del mondo”. 

A fare da controparte alla solitudine il desiderio di condividere il suo slow travelling…

“C’è sempre curiosità verso chi, come me, viaggia da solo. Il progetto Vago è nato come spinta verso quelle persone che sentono il bisogno di andare oltre il confine delle proprie sicurezze quotidiane ma che, per un motivo o per un altro, stentano a farlo. Quello che volevo raccontare è che abbiamo già, dentro di noi, la ricetta per sentirci liberi e nuovi.”

Un viaggio condiviso anche con nuovi amici e ospiti gentili incontrati lungo la strada, con cui poter condividere una parmigiana, una storia di ricerca delle proprie origini o un progetto di vita da concretizzare. Sono gli incontri e l’ospitalità a rendere il pellegrino “il protagonista della strada che sta percorrendo, concedendogli di entrare di diritto nella sua millenaria storia e di contribuire a supportare attivamente coloro che hanno deciso di ospitarlo. E’ uno scambio di energie e stimoli che arricchisce entrambe le parti”. E la Sicilia “con la sua storia e tradizione, è il teatro perfetto per i viaggi a piedi. Da un lato i siciliani hanno voglia di riscoprire la genuinità della propria bistrattata terra, percorrendone i sentieri o accogliendo i pellegrini, dall’altro, chi viene da fuori sente il forte richiamo del folklore, così vivo e tangibile.”

Ora Vincenzo è in attesa dell’arrivo di un nuovo itinerario, con il solletico di un “progetto più ampio, che coinvolga tutta l’Italia, ma per adesso è tutto un po’ un segreto...”. 

Scoprite i viaggi di Vincenzo su facebook


Martina Fabbri